Come allineare e responsabilizzare efficacemente l'intera struttura organizzativa al raggiungimento dei risultati.

Siamo ormai prossimi all'ultimo periodo dell'anno ed è il momento di iniziare a pensare a quali obiettivi la nostra organizzazione punterà per il prossimo. Quello che di solito viene fatto è chiedere "dall'alto" dell'organizzazione "al basso" un incremento percentuale: di vendite; di fatturato; di produttività; ecc...
Questo "schema" difficilmente produce "buoni risultati", non dico che gli obiettivi non vengano raggiunti, magari anche superati, ma non risponde alle domande che invece dovremmo porci.
- Come possiamo governare la crescita migliorando i nostri processi?
- Come possiamo essere più innovativi per i nostri Clienti?
- Come possiamo migliorare le nostre performance?
Guidare la crescita attraverso il miglioramento e l'innovazione.
E se provassimo a cambiare il modo con cui pensiamo e gestiamo i nostri obiettivi nel corso del tempo? Agli inizi del nuovo millennio ero l'amministratore di una realtà italiana parte di una multinazionale quotata al NASDAQ. E durante questa esperienza ho appreso un differente modo di guardare agli obiettivi e ai tempi di gestione degli stessi.
È così che ho conosciuto gli obiettivi gestiti attraverso i risultati chiave - Objectives & Keys Results -. Questa metodologia pensata e utilizzata da Andy Grove, uno dei migliori manager del secolo scorso, è stata affinata e codificata da John Doerr un suo valente collaboratore negli anni di Intel.
Una premessa è d'obbligo, questa metodologia al pari di altre funziona sia per le grandi che per le piccole organizzazioni a patto che vi siano tre componenti:
- il buon senso di applicarla adattandola, senza distorsioni, al contesto;
- la volontà dell'imprenditore di mettersi in discussione e con il management apprendere una nuova competenza;
- l'intero capitale umano dell'azienda, dal vertice "all'ultimo" collaboratore, adeguatamente formato e seguito nella prima impostazione.
Cos'è un obiettivo e risultato chiave, un output o un KPI.
Misurare le prestazioni aziendali è la chiave della crescita di ogni organizzazione aziendale. Ogni azienda dovrebbe comprendere quali progressi compie, cosa funziona e cosa no. È anche vero che con così tante metriche sulle prestazioni di cui tenere traccia, a volte è difficile capire quali sono quelle che si adattano meglio alla tua attività.
Quello che è ancora più difficile è formulare esattamente queste metriche e chi dovrebbe esserne responsabile. Ecco che se impostare gli indicatori di performance (KPI - Key Performance Indicators) è importante definire gli obiettivi e i relativi risultati chiave (OKR - Objective & key Result) è fondamentale, perché solo questi ultimi consentono di misurare l'adeguatezza delle azioni (Output), quelle che portano l'intera organizzazione verso i risultati attesi.
Addentriamoci un po' di più nella metodologia e prendiamo consapevolezza delle differenze tra i principali termini che troppo spesso nelle organizzazioni aziendali vengono "mescolati" tra loro.
I KPI - Sono metriche, indici, che analizzano con precisione le performance aziendale al più alto livello. Quindi i KPI misurano le prestazioni, ma per contro sono assolutamente inefficaci e inadatti nell'indicare cosa deve cambiare, o migliorare, per governare la crescita di quegli stessi numeri.
Gli OKR - Sono gli obiettivi e i risultati chiave di periodo che ciascuna area aziendale deve gestire. Questi ultimi sono a supporto di ciascun obiettivo per misurare e tenere traccia dell'impatto delle attività che ogni team produce. Hanno lo scopo di indicare dove migliorare le prestazioni, affinché sia possibile apportare modifiche e cambiamenti finalizzati al raggiungimento delle performance aziendali richieste.
Output - Sono le azioni (progetti, iniziative, piani, tattiche, ...) che i team di cui è composta l'intera organizzazione intraprendono per raggiungere gli obiettivi.
Quindi la funzione dei KPI, che nella maggior parte delle aziende riguarda la crescita del fatturato e quella di varie metriche aziendali dell'area vendite o produzione, è quello di fotografare le prestazioni passate e fare previsioni per quelle future - quali mesi e/o aree porteranno vendite; quante trattative verranno chiuse da un venditore; quale valore medio di transazione aspettarsi; ecc... -.
Lo scopo degli OKR, invece, è quello di decidere esattamente cosa migliorare nell'attività e come impiegare il tempo delle risorse nel perseguire le opportunità concentrandosi solo sulle azioni a valore per raggiungere le performance richieste. Con gli OKR misuri il valore, e non lo sforzo, e fai in modo che tutta l'organizzazione "remi" nella stessa direzione.
In conclusione
L'analisi delle prestazioni attraverso i KPI consente di capire come l'azienda si sta muovendo rispetto ai risultati attesi, ma è priva di informazioni che indichino direttamente come migliorarli. Concorderai sicuramente che è impossibile far crescere l'attività semplicemente dicendo "dobbiamo raggiungere un obiettivo di fatturato più elevato", perché se l'organizzazione non sta fornendo la prestazione attesa devi sapere esattamente cosa e dove migliorare per rimettere tutto in carreggiata.
Ci sono due casi specifici in cui un numero KPI suggerisce che è necessario un OKR per affrontare un problema particolare:
- se il KPI indica che l'azienda è in ritardo rispetto al risultato atteso, hai bisogno degli OKR per rimettere l'organizzazione nella direzione giusta;
- se vuoi che l'organizzazione raggiunga performance più ambiziose, hai bisogno di OKR che la guidino oltre l'asticella.
Come hai certamente capito i concetti legati agli OKR e ai KPI comprende aspetti che hanno intenti e logiche differenti, ma che si integrano e completano molto bene. Andrebbero utilizzati entrambi nello sviluppo dell'attività aziendale, ma per scopi completamente diversi:
- gli OKR per definire gli obiettivi dell'organizzazione aziendale, orientandola al miglioramento e focalizzandola alle l'attività a valore;
- i KPI per monitorare le prestazioni aziendali generali.
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