Come "pregiudizio" e "confusione" conducono l'organizzazione a mancare gli obiettivi!
13.04.2021 Articolo di Roberto Sibilia - Fondatore e Sr Consultant di ME-TODO®
Il titolo l'ho preso in prestito parafrasandolo da una frase dello scrittore "Nassim Nicholas Taleb". Credo esprima molto bene il concetto. Siamo spesso portati a enfatizzare i pochi successi silenziando i molti insuccessi.
Voglio concentrare la vostra attenzione su due fattori che trovo fondamentali nel condurre l'azione di guida di un'organizzazione aziendale, o di parte di essa, a cogliere o meno gli obiettivi. Il primo di questi fattori è legato ai bias cognitivi della nostra intelligenza "logico razionale" e di quella "sociale integrativa". Il secondo fattore è legato alle competenze nella definizione degli obiettivi dove spesso sento imprenditori e manager confondere i target con la loro misura.
Le trappole mentali che ci allontanano dagli obiettivi.
Una delle credenze più sbagliate è quella di considerarci in grado di usare la logica e la razionalità in maniera adeguata quando, invece, il nostro sistema cognitivo è soggetto a cadere in errore. Le distorsioni cognitive sono prodotte da processi mentali inadeguati e da condizionamenti emotivi che influiscono in modo irrazionale.
Tra i bias cognitivi c'è, a esempio, il "pregiudizio di sopravvivenza". Questo "errore" si presenta quando valutiamo una situazione basandoci soltanto su persone, o su cose, fatti e dati che confermano le nostre convinzioni; mentre trascuriamo ciò che non sostiene la nostra tesi. Questo baco cognitivo è alla base di ragionamenti fallaci e conclusioni fuorvianti nelle attività più disparate.
Le competenze "confuse", un obiettivo non è ciò che misuro.
Spesso incontro imprenditori e manager che confondono l'obiettivo con la sua misura, abituati a calare gli obiettivi dall'alto. Senza condividere e coinvolgere i propri collaboratori, minando così la motivazione di questi ultimi e ponendo le basi per il fallimento.
Gli obiettivi sono le azioni da attuare per svolgere l'attività che deve essere controllata e misurata. Le azioni e le conseguenti attività sono definite dalla strategia idonea a realizzare la visione aziendale.
Gli indicatori delle prestazioni misurano l’efficacia delle azioni e delle attività e ci raccontano di riflesso se siamo sulla strada giusta per raggiungere l'obiettivo. I risultati sono dei numeri e dipendono da variabili interne ed esterne all’azienda, questi vanno rivisti periodicamente perché nel tempo potrebbero risultare impraticabili o addirittura irrilevanti.
Vi lascio con due riflessioni di un grande economista, Daniel Kahneman:
- “Una decisione stupida che funziona bene diventa una decisione brillante con il senno di poi” ;
- “Se raggruppate i successi in un insieme e cercate lì dentro ciò che li rende simili, l’unica vera risposta sarà la fortuna”.
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