Tele-formazione, la nuova frontiera del miglioramento continuo.

Cegos - società internazionale di consulenza e formazione - ha realizzato una indagine che ha come focus l'evoluzione della formazione aziendale alla luce della nuova rivoluzione industriale e della crisi pandemica.
Sono stati intervistati 1.783 lavoratori, di cui 254 direttori e responsabili del capitale umano, in quattro paesi europei tra cui l'Italia.
L'indagine ha certificato che nel prossimo futuro sono alcuni i trend che emergeranno con forza crescente.
Formazione basata sulle competenze trasversali.
Il 35% del pannel ha risposto con "competenze digitali", ma ben il 58% ritiene che siano le soft skill e le competenze nella gestione quelle su cui porre attenzione.
Reclutare nuove risorse per colmare i gap è una strada che spesso conduce a cattivi risultati. I costi della selezione e i rischi connessi nell'inserire forze "fresche" ma "sbagliate", che se ne andranno nel giro di alcuni mesi. Ma soprattutto le complessità indotte dai frequenti cambiamenti e dall'interfunzionalità consigliano di concentrarsi maggiormente sullo sviluppo delle competenze dei propri collaboratori.
Sviluppo che deve essere continuo nel tempo, perché le competenze devono essere coltivate con costanza, determinazione e perseveranza, affinché diano buoni frutti.
Diverse competenze rilevanti oggi saranno obsolete entro 5 anni.
I manager intervistati ritengono che il 45% dei posti di lavoro nelle loro organizzazioni sarà obsoleto nel giro di un lustro.
Incidono i fattori sociali, tecnologici e ambientali, ma la cosa è ben compresa dal 77% del campione che infatti teme di non essere pronta alla trasformazione in atto.
Gli imprenditori saranno chiamati a occuparsi della formazione di competenze adeguate alle nuove sfide.
Programmi di apprendimento strategici per competere.
La formazione è da sempre uno strumento essenziale per rimanere competitivi sia per l'azienda che vuole rimanere nei mercati sia per i collaboratori per rimanere agganciati al nel mercato del lavoro e sviluppare la loro carriera.
Le persone sono disposte a investire sulla propria formazione, infatti ben il 90% degli intervistati afferma di essere disposto a formarsi da autodidatta per adattarsi alle trasformazioni del proprio lavoro e del profilo professionale.
Il 62% ritiene che lo sviluppo delle competenze debba essere responsabilmente condiviso condivisa tra dipendente e impresa.
Dipendenti e manager vedono nella formazione una risorsa strategica, il 46% afferma che la formazione e la sua applicazione dovrebbero essere incoraggiate e agevolate, messe come priorità per ogni progettazione formativa futura.
Cosa e come fare.
Gli imprenditori sono di fronte a una trasformazione culturale profonda da un lato l'avanzare prepotente della nuova rivoluzione, accelerata dai cambiamenti imposti dalla pandemia, dall'altro il lento decadimento della loro impresa se non garantiranno un adeguato sviluppo del loro capitale umano.
Decadimento che inizierà, prima che dall'impossibilità di competere, dalle proprie risorse più valide che finiranno per preferire quelle organizzazioni aziendali che avranno cura dello sviluppo dei loro talenti.
Talenti che dovranno essere analizzati senza porre altro tempo. In seguito occorrerà analizzare quali sono le competenze dei propri collaboratori e quale livello di performance devono garantire. Successivamente devono essere predisposti dei piani di sviluppo che contemplino basi teoriche, formazione esperenziale e coaching.
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